La leggenda narra di una giovane guerriera di nome Efeide, nata dal sangue dei Guardiani dei Boschi Sacri. Figlia degli antichi riti, custode del vento tra le foglie, ella crebbe ribelle e indomita. Ricercata dalla Legione degli Zatrari — esseri né uomini né bestie, dannati dalle atrocità che avevano osato compiere — Efeide attraversó una terra lacerata, dove il silenzio stesso pareva temere il loro passo. Fu nel cuore della fuga che il cielo si aprì, e un frammento di roccia ardente precipitò davanti a lei. Efeide lo raccolse e comprese: il fato le aveva consegnato un dono astrale, l’unica arma capace di spezzare il dominio degli Zatrari. Allora scelse la via del fuoco. Salì il fianco dell’Etna, il più antico dei vulcani, la montagna che respira come una creatura viva. Giunta al cratere, invocò Jeridea, Guardiana delle Fiamme. E quando gettò il meteorite nella gola del Vulcano, l’Etna ruggì. Dal cratere esplosero scintille titaniche: salirono verso il firmamento, si distesero com...
Da una semplice riflessione può scatenarsi un big bang di idee. Ma restano vuote, inerti, se non le nutri con i sentimenti: quelli che si misurano in una sola lacrima che scivola lungo il viso. Un viaggio in auto o in moto può accendere la scintilla. E mentre le ruote girano sull'asfalto, l'immaginazione vola sopra di esso, senza attrito, senza freni. Viaggia libera sul manto del vento che ti arriva addosso e si fa uragano di idee e positive vibrazioni. In fondo, muoversi verso un luogo esterno è spesso il modo più semplice per muoversi verso un luogo interno. Basta una scintilla. Poi il viaggio fa il resto ed a volte, mentre la strada si apre davanti, ti accorgi che qualcosa dentro di te torna a farsi sentire: un desiderio, un rimpianto, una domanda rimasta in sospeso. E lì il viaggio non è più solo un tragitto, ma un modo per riannodare i fili con te stesso, come se la velocità avesse il potere di rimettere ordine nel caos. A me è accaduto domenica scorsa, 16 novembre 2025. ...